MATERNAGE

Parole:   ninna nanna – “no non è niente”

Video:  http://www.youtube.com/watch?v=JkXMBPv6Szw

Scritta e musicata da Mauro per suo figlio Matteo  (clicca sopra per aprire i file)


MATERNAGE  

a cura di Mauro Mugnai

Questo tipo di trattamento bio-energetico dolce  intende evitare quanto più possibile il naturale formarsi di quella che viene chiamata “corazza caratteriale” la quale, se da un lato serve al bambino per difendersi occasionalmente dalle piccole contrarietà dell’ambiente, col tempo però, sovrapponendosi come gli strati di una cipolla, potrebbe trasformarsi in una spessa corazza di chiusura verso il mondo.   Per evitare questo rischio è molto utile  questo  tipo di Trattamento bio-energetico e dolce.

Si tratta di un percorso in 5 sedute dedicato alle mamme e ai neonati, ma possono essere coinvolti anche i papà o le nonne.

Gli obiettivi del corso sono:  favorire, attraverso la stimolazione uditiva, visiva e  tattile, lo sviluppo armonico del neonato, promuovere la formazione del senso del Sè e della sua sicurezza di base, rinforzare il sistema immunitario, risolvere il trauma della nascita, favorire il contatto psico-affettivo nella triade: madre-padre-bambino.

Durante le sedute verranno trattati argomenti diversi quali:  il Tui-na (ancor oggi usato negli ospedali cinesi per il sano sviluppo del bambino) – nozioni di pedagogia steineriana – l’approccio alla musicalità nel neonato (con l’ausilio di ninna-nanne e filastrocche) –  i Fiori di Bach per mamme e bambinii bambini cosiddetti “indaco” nozioni di genealogia –  le parole di poterela risposta dell’acqua i nutrimentile onde elettromagnetiche  e molti altri argomenti inediti.

A r t i c o l i   esplicativi

          – 1 –

A proposito di vaccinazioni

Va innanzitutto evidenziato che ogni mamma dovrà seguire le direttive del proprio pediatra.

Le indicazioni sotto riportate vanno intese di come un trattamento di accompagnamento volto ad alleviare gli effetti collaterali che a volte possono associarsi all’assunzione di un vaccino.

Per il Trattamento di Accompagnamento con i FIORI  di BACH verrà utilizzato un:

Composto in soluzione acquosa, senza aggiunta di stabilizzante alcolico, contenente RESCUE  REMEDY e CRAB  APPLE che pùò essere acquistato in farmacia o erboristeria.

Chi possedesse già le Tinture Madri di questi due fiori potrà preparare da sé il composto utilizzando un boccettino con contagocce da 30 mmll,  sterile , pieno di acqua di sorgente (oppure minerale non gassata) aggiungendo di 4 gtt. di Rescue-Remedy +  2  gtt. di Crab Apple.

1) se la mamma allatta al seno:

il composto verrà assunto dalla mamma:  il giorno precedente la vaccinazione, il giorno della      vaccinazione  e i giorni successivi (fino alla scomparsa dei sintomi nel bambino). La posologia è di 4 gocce 4/6 volte al giorno .

2) se il bambino assume solo altro latte:

la mamma somministrerà al bimbo 2 gocce del composto 4/6 volte al dì (nel biberon del latte) sempre: il giorno prima, il giorno della vaccinazione e i giorni successivi (fino alla scomparsa dei sintomi nel bambino).

IL   BAGNETTO:

Inoltre nel giorno precedente la vaccinazione e nei giorni successivi (fino alla scomparsa dei sintomi) è consigliato un bagnetto nel quale vengono aggiunte 10 gocce dello stesso composto.

FRIZIONARE:

Se compare arrossamento o gonfiore, il punto in cui è stata fatta la vaccinazione va frizionato delicatamente con qualche goccia dello stesso composto più volte al giorno.

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          – 2  –

Emozioni    PRIMARIE  (o naturali)   e     SECONDARIE  (o culturali)

Nell’ adulto, ma in particolar modo nel bambino, sorgono spontaneamente, nell’interazione con le persone e con l’ ambiente circostante, le più svariate tipologie di emozioni.

Esse sono da considerarsi perfettamente naturali ovverosia come la naturale reazione di un corpo emotivo sano e vitale alla meravigliosa varietà di avvenimenti con i quali siamo chiamati a confrontarci.

Allorquando le emozioni vissute acquistano il carattere di una forte intensità  esse si ancorano, soprattutto nel bambino, nella struttura muscolare formando, oltre alla già citata corazza energetico-emotiva, anche una corazza muscolare di difesa contro una situazione particolarmente stressante.

Penso che tutti abbiano provato almeno qualche volta un dolore ai muscoli addominali quando questi siano rimasti tesi per un tempo prolungato in occasione di qualche situazione particolarmente stressante (vedi: esami di maturità o universitari; visite dallo specialista con aspettativa di diagnosi grave etc.).

Le emozioni nascono tutte come naturali o primarie e siamo venuti in questo mondo evidentemente per provarle e per evolverci attraverso di esse, in altre parole per cogliervi il segreto nascosto.

Le emozioni primarie sono semplici ed immediate ed hanno la caratteristica di portare rapidamente ad una soluzione del problema che le ha causate. Sono intense ed allo stesso tempo prive di esagerazioni: si autolimitano da sole sia nel tempo che nello spazio che nell’intensità. Provocano negli altri una naturale comprensione e compassione. Una volta espresse, come si suol dire, “si raccolgono i cocci” della situazione e si va avanti, senza che la dignità di chi le ha provate venga per questo minimamente intaccata. Occorre abbandonarsi con fiducia alle emozioni primarie perché ci conducono direttamente all’azione che sblocca in qualche modo il problema.

EMOZIONI  NATURALI  O  PRIMARIE:

Sono da considerarsi emozioni naturali:       la paura, la rabbia o ira, la gelosia, l’amore, il senso di colpa, il dolore o la sofferenza, la  ritorsione o la vendetta immediata.

Purtroppo la nostra società inibisce la libera espressione della maggior parte delle suddette emozioni naturali considerando gravemente sconvenienti manifestarle nelle normali interazioni sociali.

Sono nate così dalle ceneri delle divine emozioni primarie (chi non è rimasto affascinato dalla grandiosa ira di Achille) le relative umane emozioni secondarie le quali sono poco intense, possono durare anche tutta la vita, si arrovellano su se stesse senza portare ad alcuna soluzione,  provocano negli altri irritazione e fuga.

EMOZIONI  CULTURALI  O  SECONDARIE:

La paura non liberamente espressa darà origine alla cosiddetta fobia. Così sarà naturale avere paura ad esempio dei serpenti (soprattutto se velenosi) ma il fobico vedrà serpenti dappertutto provocando l’ilarità dei presenti.

La rabbia non espressa genererà lodio che avvelenerà la vita soprattutto di chi lo prova. Se guardiamo bene la rabbia si concentra soprattutto sull’azione compiuta, mentre l’odio prende di mira l’altro come persona a prescindere……

Dalla gelosia non espressa (per una cosa o situazione) nascerà l’invidia (che si concentra sulla persona).

L’amore non correttamente manifestato genera l’attaccamento che fa scappare piuttosto che intenerire la persona amata.

Il senso di colpa negato si trasforma in tormento interiore; si hanno così le persone tormentate a prescindere dalle situazioni.

Il dolore o la sofferenza non espressi generano il lutto perenne. Sono note a tutti quelle vedove che al momento della morte del marito si mostrano forti e non versano una lacrima ma che poi vestono di nero, vanno al cimitero e portano il lutto tutta una vita. Di solito la gente le evita facendo anche, di nascosto, qualche gesto scaramantico.

La ritorsione o vendetta immediata è un’emozione perfettamente naturale che deriva dall’istinto di sopravivenza  e, se vogliamo, da una corretta idea, anche se grossolana, di giustizia. Essa si concentra principalmente sull’oggetto del contendere: tu mi hai preso la paletta – io ti prendo il secchiello. Ma se non manifestata al momento essa può diventare una vendetta a lunga scadenza, il famoso piatto che si serve freddo.  Allora l’attenzione si sposta dall’oggetto alla persona e possono nascere nei casi estremi le cosiddette faide: orribili uccisioni a freddo per fatti che si perdono nella notte dei tempi.

CONCLUSIONE:

Se riscontriamo in noi una o più emozioni secondarie da cui non riusciamo a liberarci, ricordiamo che il segreto consiste nell’identificare l’emozione primaria che l’ha generata e riviverla pienamente dando ad essa la sua libera espressione. Ad esempio se proviamo amore per una persona da dieci anni e non siamo mai riusciti ad esprimerlo, certamente l’amore si sarà trasformato in attaccamento (che farà piuttosto fuggire che attirare la persona amata). La soluzione consiste nel rivivere profondamente la primaria situazione di innamoramento, comunicarla alla persona amata e aspettare gli eventi. Qualsiasi sia la risposta dell’altro la situazione sarà sbloccata. Al limite si raccoglieranno i cocci e si andrà avanti ma, il fatto di aver vissuto fino in fondo l’emozione dell’amore  ci conferirà una dignità, una forza interiore ed una bellezza che non può sfuggire agli altri e ci farà incontrare al più presto la persona giusta che ricambierà il nostro amore.

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        – 3 –

LE  FRASI  DI  POTERE

L’ inconscio umano, ed in particolare quello del bambino, ha la particolarità di procedere secondo un funzionamento relativamente semplice e poco elaborato. Tale schema ha la caratteristica di possedere una rassicurante  e precisa distinzione di ciò che è bene e di ciò che è male, di ciò che va fatto e di ciò che non si deve fare, di ciò che è rispettabile e di ciò che è riprovevole, in definitiva di ciò che amabile e di ciò che non è degno d’ amore.

Risulta quindi che l’ inconscio procede per categorie assolute che si strutturano fin dalla prima infanzia ripercorrendo fedelmente quelle che sono le categorie riconosciute dal padre e dalla madre.

Così nella categoria dei “buoni” da seguire in assoluto, senza farsi domande, con un amore cieco ed incondizionato, verranno collocati in primo luogo il padre e la madre, ovverosia le più importanti “Figure di potere”.

Risulteranno poi “Figure di potere”, anche se di seconda fascia, tutte quelle persone o istituzioni che i genitori riconosceranno essi stessi come “Figure di potere”.

Tali figure, più comunemente riconosciute, risultano così essere ad esempio:

gli insegnanti, le maestre d’ asilo, i nonni, i preti (o rabbini, o imam), i giudici, i carabinieri, la polizia, i medici, gli infermieri, le ostetriche e così via.

L’ inconscio del bambino incamererà così come sono e senza discernimento alcuno tutte le frasi che le “Figure di potere” pronunceranno nei suoi confronti.

Tali frasi saranno definite a ragione “FRASI  DI  POTEREin quanto avranno il potere di strutturare in maniera univoca ed assoluta la visione che il bambino ha di se stesso.

Così se la mamma o la maestra, esasperate da reiterate monellerie, diranno al bambino “sei cattivo”, l’ inconscio del bambino incamererà la frase nel suo senso assoluto come se fosse: sei sempre stato cattivo, sei cattivo ora, sarai cattivo sempre in futuro. La mamma o la maestra non volevano dire questo, ma questo è quello che l’ inconscio recepisce ed accetta senza discutere: se l’ ha detto la mamma è vero.

Così in situazioni future il bambino si comporterà da cattivo per non smentire la madre: a tanto può arrivare l’ amore cieco del bambino!

Una formulazione corretta delle affermazioni fatte dalle “Figure di potere”  è la formulazione relativa e circoscritta dell’ affermazione.

Così nell’ esempio precedente la mamma avrebbe dovuto dire al suo bambino: di solito sei un bambino buono ed amabile, ma in questa circostanza sei stato proprio cattivo.

Possiamo tranquillamente usare nei confronti dei bambini parole come “cattivo” o “peste”, l’ importante è formulare l’ affermazione in maniera relativa di modo che l’ inconscio del bambino, domani, possa autorizzare un comportamento normale senza sentirsi in conflitto con l’ affermazione del genitore.

Anche gli insegnanti possono essere causa di notevoli disagi quando creano nella classe, magari per stimolare gli alunni all’ emulazione, il più bravo della classe e, di conseguenza, anche il più asino. Si può così scoprire che il più bravo in realtà vive una vita impossibile per rimanere costantemente all’altezza del proprio ruolo.

Nel caso poi un giorno non potesse, per una qualche ragione, presentarsi a scuola con i compiti perfettamente in ordine(situazione più che normale per l’ asino della classe), vivrebbe un profondo senso di colpa e di frustrazione che in alcuni casi potrebbe anche condurre a gesti estremi (fughe da casa, tentativi di suicidio ecc.).

D’ altro canto l’ asino della classe si ritroverà, sia a scuola che nella vita, a boicottare se stesso ( ad esempio nel lavoro o nel matrimonio) per convalidare il proprio ruolo di asino.

Esempi di FRASI di POTERE   :

Frasi assolute:  sei buono, cattivo – bravo, asino – bello, brutto – sensibile, insensibile.

Sei già un ometto: l’ avverbio “già” è assoluto e se pronunciato in una frase come questa può “rubare” l’ infanzia ad un bambino il quale, in futuro non si sentirà mai più autorizzato a comportarsi da bambino.

Gli uomini non piangono mai: renderà insensibile ed anestetizzata una parte del corpo emotivo.

Sarai sempre il mio bambino: la madre che dice questa frase al proprio figlio gli impedirà di diventare adulto.

Con tutto quello che ho fatto: crea forti sensi di colpa e di dipendenza.

Non sei capace a……..: bisognerebbe dire: per adesso non sei capace a…. ma in futuro lo sarai.

Un bravo bambino non farebbe mai questo: crea sensi di colpa nel caso si faccia la cosa prevista.

Imporre nomi particolari : quali ad esempio Benedetto/a, Donato, Donatella ecc…   Il bambino  sentirà inconsciamente di dover realizzare il programmacontenuto nel suo nome.

CONCLUSIONE:

Quanto sopra esposto non vuole in alcun modo rappresentare per i genitori un’ ulteriore complicazione nel già difficile compito di allevare un figlio.               Vuole semplicemente fornire uno strumento di conoscenza in più per servirsene, quando lo si ritenga opportuno, con senso di responsabilità e, nel contempo, con leggerezza. Nei rapporti con i nostri figli, così come in tutti i rapporti interpersonali, è normale commettere errori e ciò risulta perfettamente ammissibile ma a due condizioni: la prima è che ci si impegni continuamente a migliorarci (in questo senso va interpretato quanto sopra detto sulle “Frasi di potere”); la seconda è che un amore profondo ispiri  i rapporti con i nostri figli. Sono convinto che quando un rapporto è ispirato dall’ amore anche un errore commesso non risulterà così determinante nel tempo e che alla fine la luce dell’ amore consentirà di sciogliere qualsiasi nodo.

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        – 4 –

I  PROGRAMMI  DI  FAMIGLIA:  la psicogenealogia  ed il bambino

Ogni famiglia, ogni stirpe ha il proprio “Albero Genealogico”, una super-coscienza molto più potente del singolo individuo che persegue scopi suoi propri sacrificando spesso il destino dei singoli appartenenti all’ albero stesso.

L’ individuo da un lato si sente protetto con la sensazione rassicurante di possedere “profonde radici”, dall’ altro si vede costretto a vivere un destino che non è il suo ma magari appartiene a un qualche antenato che non è stato debitamente riconosciuto ed onorato.

Questo perché la Coscienza sistemica (come viene chiamata questa super-coscienza di famiglia) ha un forte senso di giustizia e di riconoscimento per i predecessori, ma non altrettanta per i discendenti. Così se in una famiglia un membro è stato allontanato (come pecora nera) e dimenticato, oppure è morto prematuro, la Coscienza sistemica riparerà questo torto facendo nascere un discendente che riporterà all’ attenzione della famiglia il membro “ingiustamente” estromesso. Può succedere che il nuovo nato si chiami esattamente come l’ antenato in questione, oppure con un nome che risulta essere un anagramma, oppure nascerà lo stesso giorno e mese del predecessore. In ogni caso egli si troverà a vivere una vita che non gli appartiene, vivrà sempre come……al posto di…..e magari a 15 anni si romperà una gamba come la “pecora nera” e a 28 anni se ne andrà a lavorare in America (alla stessa età in cui l’ antenato è stato allontanato).

E così finchè l’ escluso non venga reintegrato ed onorato nella famiglia.

I genitori sono il tramite attraverso cui si realizzano i programmi dell’ albero genealogico.

Naturalmente vengono tramandati anche gli aspetti positivi degli antenati. Così il bimbo a cui viene dato il nome del nonno grande industriale, certamente avrà nella sua vita una grande propensione per gli affari ma, nel suo intimo, magari si sarebbe sentito realizzato come pianista o attore.

Il discendente si sentirà “innocente” ed “in regola” se seguirà le indicazioni del suo albero ed avvertirà invece un profondo “senso di colpa” nel trasgredirle.

Questo si riassume nell’ assioma: IL PROGRESSO E’ LEGATO ALLA COLPA………….

Solo chi si macchia della colpa di tradire il proprio albero genealogico ha spianata la strada verso la libertà. Generalmente riteniamo che quanto accade nella nostra vita sia il risultato di nostre libere scelte ma così non è. La percentuale di libertà di un normale individuo che non abbia mai lavorato su se stesso non supera il 2 o 3 per cento.

Un’ altra legge della Coscienza sistemica si può riassumere nella frase: UGUAGLIARE MA NON SUPERARE.    Questa legge condanna al senso di colpa chi in qualche modo cerca di superare ed oltrepassare i propri antenati e soprattutto i propri genitori. Succede così che i figlio di un operaio faccia l’ operaio ed il figlio dell’ avvocato faccia l’ avvocato. Ma succede anche che la figlia di una madre separata sia anch’essa separata e non riesca durante tutta la sua vita a trovare un partner stabile, in onore al destino della madre.

Superare questi irretimenti sistemici comporta un lungo lavoro di autoconsapevolezza accettando nel contempo di vivere profondi sensi di colpa…………..ma ne vale la pena……………….    BUON    LAVORO

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